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TRE ICONE DELL’IMMAGINARIO LESBICO

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In questo inizio di primavera si festeggiano i compleanni di tre icone dell’immaginario anche lesbico.
Trentacinque anni fa andava in onda per la prima volta in Italia l’anime di Lady Oscar, dal manga di Riyoko Ikeda, enorme successo e all’epoca nessuno trovò strano o urlò allo scandalo perché si metteva in scena una ragazza che si vestiva da maschio e viveva avventure non certo da donna sottomessa. Ispirato al manga di Osamu Tezuka Ribbon no kishi, noto in Italia come La principessa Zaffiro, ma anche alla biografia di Maria Antonietta di Zweig, Lady Oscar o meglio La rosa di Versailles è stato uno degli anime più amati di sempre, anche da chi non è rimasto otaku.
In altre sue opere Riyoko Ikeda ha parlato esplicitamente di lesbismo, basti pensare ad Ayako o Caro fratello. Qui preferisce rimanere sul vago e non andare fino in fondo, ma riesce in ogni caso a introdurre un personaggio femminile forte in un genere come quello dei romanzi storici di cappa e spada da sempre, se si toglie Emilio Salgari, pieni di allucinanti figure femminili succubi e per niente combattive.
Venticinque anni fa Naoko Takeuchi pubblicava per la prima volta il manga di Sailor Moon, diventato poi anche un anime di grandissimo successo in tutto il mondo. Sailor Moon ha messo insieme i generi all’apparenza inconciliabili delle maghette e dei guerrieri stile Cavalieri dello zodiaco, ma ha anche presentato la prima coppia lesbica dichiarata al di fuori dei manga porno, quella di Haruka e Michiru, Sailor Uranus e Sailor Neptune. Senza dimenticare poi la presenza delle tre guerriere transgender, le Sailor Starlight, donne trasformatesi in ragazzi per vivere sulla Terra.
In Italia la serie fu censurata e le Sailor Starlights diventarono improbabili gemelle della loro controparte maschile e ci furono polemiche sulla confusione di identità di genere nei ragazzini che sarebbero stati turbati da donne guerriere. Si sa, il posto delle donne è fare le casalinghe, negli anni Novanta si cominciava già a tirare fuori questo reflusso stile Miriano.
Vent’anni fa veniva trasmessa in tv, come riempitivo di metà stagione, la serie Buffy the vampire slayer, ideata da Joss Whedon e che aveva già dato vita alcuni anni prima ad un film decisamente mediocre.
Parlando di vampiri e lotta contro le forze del male, Buffy ha proposto un modello di supereroina nuovo, che mescolava le protagoniste dei manga con quelle dei comics, con una trama dove l’elemento fantastico diventava metafora della vita e delle sue grandi questioni.
In Buffy c’è, al di là delle speculazioni dei fan, la prima coppia lesbica ufficiale in un telefilm rivolto ad un pubblico di adolescenti e giovani adulti, le due streghe Willow e Tara, una storia che rimane nel cuore dei fan. In Italia fu censurato nella fascia pomeridiana l’episodio in cui le due ragazze si mettevano insieme e fu possibile vederlo solo in replica.
L’immaginario fantastico ha sempre saputo andare oltre le differenze e proporre nuove visioni del mondo: ma senz’altro Sailormoon, Lady Oscar e Buffy sono state emblematiche per la novità che hanno portato, mostrando nuove strade di ribellione e autoconsapevolezza, anni prima delle fiabe per bambine ribelli.

Elena Romanello

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