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una come me
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Una come me
Nel momento stesso in cui mi accorgo che una cosa è davvero speciale sto già pensando a come mi sentirò quando ci penserò. Così va a finire che il presente mi sfugge e il futuro anche.
Perchè non è mai come lo si immagina
di Valeria Ferrero
Francesca Ramos
Una come me
La Tartaruga
14 euro
Così la pensa Lucida, una delle due protagoniste, o meglio, la protagonista di "Una come me", opera prima di Francesca Ramos.
Lucida è una giovane donna che ingenuamente (o forse no, volutamente) s'imbatte in una sempre giovane donna ,JB, che di ingenuità invece ne possiede ben poca.
La storia si snoda, veloce ed incalzante, in una Formentera che attraverso la scrittura scarna ed essenziale appare scarna ed essenziale anche lei, una Formentera dove mare e sole paiono non esistere,e che sembra (fatta salva qualche rara eccezione) abitata soltanto da JB, argentina trapiantata sull'isola, e da Lucida, milanese in fuga da una madre opprimente e da precarie condizioni di salute.
Una storia d'amore come tante, forse, la bella e dannata avvezza all'alcol, al fumo ed alle notti insonni, che attira, nella sua ragnatela, la giovane fanciulla che ancora fatica a definirsi lesbica.
Ed è una storia d'amore dannata come JB, che non crede nelle relazioni d'amore, e per la quale ogni relazione ha in se' il seme della fine.
Un po' di disincanto ed un po' di egoismo rendono JB la donna nel cui letto molte vorrebbero finire, un letto che attirerà Lucida per giorni e giorni e notti e notti, per poi farla uscire, a sua volta, disincantata.
Se tutto inizia a Formentera tutto finisce a Barcellona, una Barcellona sporca e caotica, che un po' mi ha fatto rimpiangere la calda movida della Van Guardia.
L'ho letto tutto d'un fiato, questo libro, e quando l'ho chiuso, per riporlo nella parte della mia libreria destinata alla letteratura lesbica, un po' mi sono sentita amareggiata.
Nulla da eccepire sulla scrittura e lo stile, sia chiaro, ma sul contenuto sì.Perchè vorrei che anche qui, dalle nostre parti, si iniziasse a scrivere di storie lesbiche meno dannate, meno tormentate, meno torbide.
E' vero, il torbido è parte della vita, è il rovescio di una delle tante medaglie, ma è anche vero che iniziano ad esserci madri capaci di ascoltare e di non ostacolare,ed è anche vero che iniziano ad esserci donne che non solo non faticano a definirsi lesbiche, ma che scendono in piazza e portano lo striscione della Lista Lesbica Italiana.
Il periodo storico era diverso, certo, e non so quanto ci sia della scrittrice nella storia che ha raccontato, ma siccome è il 2 di gennaio, voglio consentirmi di esprimere un desiderio, che abbia dentro di se' il seme della fiducia e della speranza, perchè qualche giovane lesbica , domani, possa scrivere una storia d'amore con un finale diverso.
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Creato Da 2008-01-02 16:09:34 il piera
Aggiornato il 2009-07-22 07:35:43 daka
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