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michele causse
michele causse

A colloquio con la celebre esponente del "lesbianism radicale" francese

di Patrizia Colosio


Prova a spiegare al nostro pubblico, formato anche da giovani lesbiche, chi è Michèle Causse

Dalla più giovane età sono una lesbica.
Senza problemi salvo con i genitori, vere e proprie « caricature » della persecuzione.(Vedasi il primo capitolo del mio libro, Voyages de la Grande Naine en Androssie l99O(Trois,Montréal,Canada)

Penso che dal lesbismo sia scaturita la mia vocazione di scrittrice. Dico vocazione perchè una tale scelta implica un vero divorzio dal mondo androcratico, con i sui costumi e le sue norme. Senza compromessi e dunque molti problemi economici.

Da studentessa, a Parigi, poichè leggevo molto, ho conosciuto Violette Leduc: lei è venuta in persona a portarmi il manoscritto di Thérèse ed Isabelle. Con lei ho mantenuto rapporti di amicizia fino alla mia partenza per Roma. A 26 anni sono venuta a vivere con Alice Ceresa. Certamente la persona che ho amato ed ammirato di più .Ho vissuto il feminismo con le Romane del gruppo di Elvira Banotti, Carla Accardi e Carla Lonzi.
Ho imparato il coraggio da Elvira. L’eccellenza della scrittura di Alice era molto « inibitrice ». Per cui a Roma ho studiato il cinese (cinque anni) e scritto un manoscritto sulla condizione delle concubine, cortigiane e cameriere nei romanzi Ming (mai pubblicato).
Ho cominciato a scrivere sul serio quando ho capito, grazie al femminismo, che avevo lettrici potenziali. In Francia ho pubblicato l’Encontre nel 75,una favola autobiografica , un’allegoria che già allora riguardava le relazioni diseguali tra i sessi.
Monique Wittig è stata la prima lettrice del manoscritto e mi ha molto sostenuta. Dopo l’Encontre ho pubblicato Ecrits Voix d’Italie, una serie di interviste alle Italiane più rappresentative degli anni ‘7O. Ho vissuto un po’ in Francia, poi nei Caraibi, prima in Martinique, poi in Florida nella comunità di Barbara Deming, una grande figura lesbica del femminismo americano poi a New York e finalmente in Canada dove ho pubblicato quattro libri. Non li posso elencare tutti, è meglio andar a visitare il mio sito www.michele-causse.com.

Sono tornata definitivamente in Francia negli anni ‘9O e non l’ho laciata più… malgrado la grande nostalgia dell’ Italia. (La CLR di Roma mi ha invitata nel 2004 ed è stata un’emozione rivedere i volti delle donne che avevo conosciuto negli anni ‘70)


E’ vero che sei un’esponente del “lesbianisme radicale" francese?

Penso di sì. Noi siamo state poco influenzate in Francia dal « pensiero della differenza », invece ci accomuna il pensiero della lotta contro la « contrainte à l’hérosexualité » come perno della dominazione maschile: vedasi il materialismo di N.C.Mathieu, Colette Guillaumin,Christine Delphy e la Pensée straight di Monique Wittig. Io sono particolarmene attenta al linguaggio che ho chiamato « androlecte » per la presunta neutralità che veicola in realtà il pensiero maschile e lo denuncio nella narrativa e nella saggistica, con un’ironia devastatrice.
Sono all’origine di un glossario che definisce la mia visione del futuro ( soprattuttto linguistico): vedasi Contre le sexage.


Perché hai dedicato un saggio alla figura di Valerie Solanas, che ha scritto negli anni ’60 « SCUM, manifesto per l’eliminazione dei maschi », e che è molto più famosa per aver attentato alla vita di Andy Warhol, intitolandolo “Chi ha paura di Valérie Solanas?”

Perchè il gruppo lesbico di Toulouse Bagdam aveva organizzato il colloquio annuale sul tema di furore e giubilo . Valérie Solanas è una figura esemplare del furore. Il suo pamphlet, SCUM , molto criticato (« demente ») mi è parso molto ricco, ingiustamente trascurato ed ho provato una vera gioia ad analizzarlo, ad estrarne le visioni e i limiti.


Qui in Italia tutta l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica al momento è centrata sulla concessione o meno dei diritti civili alle persone omosessuali: hai qualche osservazione in proposito?

Penso che siamo tutt’ora considerate come «non citoyennes » e che i diritti concessi siano perfettamente insufficienti. Però sono contraria al matrimonio, perfino alla parola « matrimonio »: sono per diritti individuali alle lesbiche, non tenute alla fedeltà, che faceva comodo agli uomini e ai loro figli.
Vorrei dei diritti a costituire un’alternativa sociale all’ eteronormatività con i suoi schemi affettivi poveri e costrittivi. Penso che le desiderande di Bari abbiano delle idee in proposito, così come il gruppo fuorispazio di Bologna.

Quale attrazione può esercitare il separatismo lesbico sulle nuove generazioni?

La parola non viene capita bene. Fa paura.
Era molto diverso negli anni 70!
Non direi che sono separatista pura e dura (è un uomo che ha pubblicato il mio ultimo saggio e se non fosse morto per l’AIDS avrei ancora un editore), tuttavia nella vita cerco di star il più possibile con le mie simili, non parlo mai davanti ad un’assemblea con maschi, ma ugualmente sono molto impegnata nella vita della città .
Lotto per il diritto alla morte nella dignità.
Ho vissuto da separatista vera solo per un anno. Era molto confortevole perchè irreale.
Io scrivo per tutte le donne, combatto per loro, anche se odiano le lesbiche.
M’importa poco che le etero-femministe francesi siano cosi avverse alle lesbiche, non abbiano capito l’importanza della nostra creatività, della nostra inventività. Tanto, presto o tardi rubano le nostre idee, le affievoliscono e fanno bella figura nelle istituzioni .
Io mi auguro un forte movimento lesbico.Che veda nel post-femminismo del movimento queer un avatar che può essere divertente (e anche utile) ma molto diverso dall’impegno politico che è nostro.

Aggiungo per le giovani lesbiche: divertitevi ad analizzare la vostra società, notate tutto quello che va storto poi andate a ballare, ad amare , a manifestare contro il Vaticano nell’allegria di essere massa critica.
Considerate con il massimo sospetto le idee propagate dai maschi, gay od etero, ed assicuratevi che non siano veramente dannose al vostro immaginario ed alla vostra realtà fisica e mentale.










Creato Da 2008-09-05 12:49:43 il patriziacolosio
Aggiornato il 2008-09-05 12:52:09 dapatriziacolosio
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