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HO SMESSO DI PIANGERE - IO VOTO
Anita Sonego

Ho smesso di piangere, io voto

Intervista ad Anita Sonego, Presidente Università delle Donne/ Gruppo Soggettività Lesbica e ora Candidata Regione Lombardia per Milano e provincia per la Federazione della Sinistra

di Katia Acquafredda

D-E' un momento davvero difficile per la politica italiana, a volte passa pure la voglia di andare a votare; tu invece ti candidi: ma chi te lo fa fare?

R- E' proprio perchè è un momento difficile che ho deciso non solo di candidarmi ma, addirittura, due anni fa, dopo la sconfitta della sinistra e il ritorno di Berlusconi, di iscrivermi a Rifondazione Comunista (un partito che, con l'esperienza della lista Arcobaleno, era stato decimato). Ho sempre fatto politica nei movimenti ( in particolare in quello delle donne e delle lesbiche) perchè, dopo la breve stagione dei gruppi della sinistra "extraparlamentare, ho pensato, come molte, che era attraverso i movimenti che si sarebbe potuta cambiare la politica.

Così non è avvenuto e penso che una delle cause del "riflusso" sia stata la mancanza di inerlocutori istituzionali per i movimenti. E' mancato, credo, il rapporto movimenti/istituzioni e questo ha svuotato le istituzioni rendendole sempre più "luoghi di potere" di una casta e, anche per questo, l'Italia sta perdendo (o forse ha già perso) le caratteristiche di un paese "democratico" Cos'è la democrazia, infatti, se non un continuo relazionarsi tra rappresentati e rappresentanti?

I "demi" erano i quartieri di Atene e ordinamento "democratico" sta a significare il potere del "demos". E' vero che Atene, che istituì la democrazia, non liberò mai gli schiavi e NON faceva votare le donne... Ma in Italia si è arrivate/i a identificare la democrazia con la delega al potente di turno, a colui che "ci pensa lui per tutti noi" e i cittadini credono di esercitare la democrazia andando a votare NON per esercitare uno dei propri diritti ma per "delegare" sperando in un favore, un posto, una raccomandazione.

Ecco, questo sfascio mi ha allarmato, mi ha costretto a decidere di "difendere" le forme democratiche (i partiti) che ho sempre criticato per la loro verticalità , maschilismo, chiusura alla società reale. Ho pensato che è questo svuotamento delle istituzioni che vuol perseguire il berlusconismo.

Forse per moralismo , ma io credo per senso di responabilità civile, ho pensato di NON POTER ESSERE COMPLICE di questo attacco autoritario alle forme della rappresentanza che, pure, critico aspramente. Mi sono chiesta: "Quali istituzioni alternative siamo state capaci di mettere in piedi"?

Cosa succederà quando tutte e tutti saranno sfiduciati, rancorosi, chiusi nell'inferno/rifugio del privato mentre il parlamento sarà svuotato di significato, mentre ci saranno elezioni- farsa a cui non corrisponde più un senso della convivenza sociale, del rispetto delle regole di civiltà minima, dove la parola "libertà" è diventata sinonimo di fare quello che si vuole con il risultato che i più potenti, forti, arroganti avranno la meglio sui deboli, i malati, i vecchi, le donne, i disoccupati, i diversi, i senza lavoro, senza raccomandazioni?

Per questa emergenza ho deciso di impegnarmi nella "politica" istituzionale.



D-Pensi che la presenza nelle liste di donne come te, che non smettono di fare politica tutti i giorni nel loro contesto, possa muovere un po' di passione politica in chi si sente ormai quasi completamente schiacciata?

R- Non so risponere con certezza ma, ovviamente, lo spero! Spero che si possa, partendo dai luoghi di aggregazione - dove non abbiamo smesso di "fare politica"- ricostruire un legame tra il sociale e le istituzioni. Legame indispensabile alle istituzioni (per avere una legittimità ) e per i "luoghi della politica diffusa" che hanno bisogno di sostegno istituzionale (anche economico) per non essere sempre sul punto di estinzione per mancanza di spazi, attrezzature per comunicare, luoghi per discutere, divertirsi, conoscersi, progettare una convivenza più umana e sensata di quella che ci tocca vivere in una città come Milano, ad esempio!

L'istituzione-Regione ha molti poteri sul sistema scolastico, della formazione professionale, della salute e, perciò, sui consultori, sull'attuazione o meno della legge 194 (Interruzione volontaria della gravidanza), asili nido pubblici, intergrazione e diritti di cittadinanza dei migranti.. Formigoni ha costruito un sistema di potere "mafioso": Lo vogliamo denunciare, controllare, progettarne il crollo per ripristinare una scuola pubblica, l'accesso ai servizi ottenuti con anni di lotte . Per l'autodeterminazione delle donne, per il riconoscimento delle "diversità" e del loro diritto di cittadinanza?
D-Si parla ormai in modo diffuso di emergenza democratica in questo Paese: che cosa ti preoccupa di più?

R- Mi preoccupa lo svuotamento delle istituzioni: il sistema maggioritario dove chi vince "piglia tutto" ha, in pratica, reso superflua qualsiasi discussione in parlamento ma anche nelle altre articolazioni della rappresentanza.

Il potere dato al "governatore" al "sindaco" al "capo del governo" stanno portando il nostro paese a una forma di totalitarismo. Si dice che le discussioni in aula fanno perdere tempo e.. così la democrazia si estingue.

D- La tua storia politica si intreccia con quella del movimento delle donne e col movimento lesbico: come hanno accolto la tua candidatura in Regione Lombardia?

R- Parte del movimento delle donne, di antica data, mi sembra piuttosto chiuso su se stesso o su posizioni piuttosto "conservatrici". Le sostenitrici della teoria della differenza (che hanno visto in Veronica Lario un simbolo della critica al potere maschile o nella D'Addario una donna che ha svelato la miseria della sessualità maschile) ovviamente non sono interessate alla mia sceta femminista che si lega a quella comunista e del movimento lesbico. Addirittura il Cicip&Ciciap non mi ha concesso di parlare della mia candidatura mentre due anni fa, in pompa magna ha invitato a parlare Rosy Bindi candidata alle primarie !!! :Rosy Bindi che ha osato dire che è meglio per un bambino nascere in Africa che avere una madre lesbica, che ha impedito a gay e lesbiche di partecipare al convegno sulla famiglia organizzato dal suo ministero! La Libera Università delle Donne, di cui sono presidente, non mi ha organizzato nessuna iniziativa per non sembrare "di parte"!

Le giovani femministe, invece, e soprattutto le lesbiche e le loro organizzazioni, si sono dimostrate interessate alla mia candidatura e di questo le/vi ringrazio.

D-Se verrai eletta, immagino che dovrai frequentare la famosa Altra Sede della Regione Lombardia: posso chiederti che effetto ti fa?

R-Se verrò eletta immagino che mi sentirò "fuori casa" nella sede della Regione Lombardia. Ma è lì che vorrei portare un po' dell'aria che respiro nella mia, nelle mie vere case!

La mia vera casa è quella dell'Università delle Donne, di Soggettività Lesbica , di tutti i luoghi politici delle lesbiche!! Ma anche il Forum delle Donne di Rifondazione Comunista, luogo aperto anche alle femministe non iscritte al partito, è un luogo che sento mio come "CorpoLibero" il coordinamento lgbtq di Rifondazione dove incontro persone che lottano e credono ancora, come me, che "UN ALTRO MONDO E' POSSIBILE"!



Creato Da 2010-03-20 08:14:36 il ka
Aggiornato il 2010-06-24 10:09:42 dapatriziacolosio
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