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indesiderabili
bandite

Documenti al femminile per non dimenticare

di Elena Romanello

Si parla poco della presenza e della partecipazione delle donne alla Seconda guerra mondiale, dimenticando che furono deportate, uccise, perseguitate, torturate ma che furono anche parte attiva del conflitto, sia a fianco dei partigiani e degli alleati, sia con i repubblichini e i nazisti.

Due documentari di recente realizzazione vogliono raccontare due pagine del secondo conflitto mondiale dal punto di vista delle donne, non figure decorative ma protagoniste di un processo di emancipazione che le portò al voto e alle successive battaglie per i diritti civili.

Bandite di Alessia Proietti e Giuditta Pellegrini indaga sull'esperienza delle donne di tutti i ceti sociali che dal 1943 al 1945 combatterono nella Resistenza, donne ribelli e in cerca di una loro identità, ma anche donne che ritennero giusto fare questa scelta per un processo di maturazione interiore. Tra le interviste alle sopravvissute, foto e spezzoni d'epoca d'epoca si ricostruisce un ruolo che era cruciale: erano le donne a procurare vitto e armi ai partigiani con gli ovvi pericoli, erano le donne a mantenere i contatti tra i diversi gruppi sulle montagne, e spesso erano anche molte le donne a partecipare agli scontri armati.

A parlare di quest'esperienza unica sono le protagoniste di quegli anni, Bianca Guidetti Serra, poi avvocatessa per i diritti dei più deboli, Walkiria Terradura, combattente in prima linea nella brigata Garibaldi Pesaro, Mirella Aloisio, componente della brigata di liberazione della Liguria e autrice di Mille volte no - testimonianze di donne della resistenza, Volontarie della libertà - 8 settembre 1943-25 aprile 1945, la staffetta emiliana Silvana Guazzaloca, Annita Malavasi, poi sindacalista e consigliera comunale. Un film documento da tenere d'occhio, per ulteriori informazioni sul suo reperimento e sulle presentazioni visitare il sito www.bandite.org

Indesiderabili di Chiara Cremaschi, prodotto da La Fabbrichetta, racconta l'internamento nella Francia appena entrata in guerra dei cosiddetti indesiderabili, persone straniere considerate pericolose per lo Stato. Le donne furono portate nel campo di lavoro di Rieucros nella Lozere: tra di loro c'erano tedesche scappate dalla Germania hitleriana perché iscritte al Partito comunista, italiane oppositrici di Mussolini, spagnole fuggite al franchismo. Nel campo le donne non venivano torturate e uccise come nei lager nazisti, ma pativano fame, freddo e dovevano lavorare, dopo essere state private comunque dei loro diritti. Tra di loro c'erano Teresa Noce e la figlia del sindacalista Di Vittorio, Baldina, che lì festeggiò il suo ventesimo compleanno. Nel 1942 il campo fu chiuso, ma le donne rinchiuse furono per lo più espulse: molte tornarono nel loro Paese di origine, non incontrandoci una fine lieta.

Indesiderabili è un documento su un capitolo poco noto ed agghiacciante, sul lato oscuro degli Alleati verso molti loro cittadini: non bisogna dimenticare che un analogo trattamento di internamento fu inflitto negli Stati Uniti ai cittadini di origine giapponese.
Per informazioni su Indesiderabili c'è una scheda abbastanza esauriente a questo indirizzo: http://www.cinemaitaliano.info/indesiderabili







Creato Da 2010-06-19 07:45:35 il patriziacolosio
Aggiornato il 2010-07-03 08:37:36 dapatriziacolosio
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