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Bentornato Festival Mix
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di Claudia Torresani
“La lontananza sai è come il vento, che fa dimenticare chi non s’ama. E’ già passato un anno ed è un incendio che mi brucia l’anima…”. E siccome le lesbiche il MIX lo amano (ricambiate), ecco che, doppiata la boa dell’anno di distanza, siam qua in fervente attesa. Mi si passi il lessico un poco religioso, ma a Milano abbiamo appena avuto il papa “ buono” di Bavaria e lo spazio “meneghinissimo” dove al MIX avviene lo struscio si chiama sagrato. Ammetto la mia ignoranza, mi son sempre chiesta
il perché di questo nome, senza essere ancora riuscita, tuttavia, a darmi una risposta.
Però, un poco mi piace. In fondo, dopo tutti questi anni, il festival MIX è diventato una sorta di rito. Un bel rito laico e pagano. E quello che avviene fuori dalle sale di proiezione, sul sagrato, è importante tanto quanto i film. Che anche quest’anno sono tantissimi. Dall’organizzazione ci dicono di non perdere “Circumstance”. E pure le vicende intergalattiche di “Codependent Lesbian Space Alien Seeks Same” promettono bene. Il programma lo trovate online, sui cataloghi e sui social media legati al festival.
Ci sono davvero molte cose lesbiche. Un suggerimento: fate di tutto per non perdervi le carrellate dei cortometraggi. Regalano sempre belle sorprese. Ci si lascia “andare” alle forme della
poltrona, magari nella quiete del pomeriggio della domenica, quando fuori è giorno pieno. Un viaggio.
A proposito di cose lesbiche, continua anche quest'anno l'intesa tra il MIX e il "Fuori Salone delle Lesbiche". La presentazione della seconda edizione parte proprio dallo Strehler ed è in programma
nella Scatola Magica, giovedì 28 alle 17. E vien giusto subito prima di un programma di corti!
Ma, tornando al sagrato, è tutto un fiorire di aperitivi, DJ che si alternano alla consolle, passaggi di personaggi più o meno noti. Una danza. Che porta a scansare ex, ma anche a cercare lo scontro fintamente casuale. Perché ti faccio vedere che son ancora in piedi, magnificati, per giunta, da scarpe bellissime. Senza parlare delle mire per soggetti nuovi e interessanti già avvistati o immaginati senza conoscerli prima di chiudere gli occhi per la notte… Ma sarebbe riduttivo far ruotare tutto intorno al
cucco o al pianto da fine storia. La cosa bella di questo evento è proprio la sua dimensione pagana e laica ad ampio respiro. Senza nulla togliere alle lotte per i diritti allo sposalizio e alla prole, rivendicati a furor di popolo trasversalmente dalla comunità rainbow, quello che mi intriga ogni anno di questo evento è, accanto all’impegno e al lavoro serissimo degli organizzatori, la sua natura sanamente edonista.
In quanto LGBTQ, il diritto all’edonismo ce lo lasciano senza dover fare alcuna lotta. Non ci possiamo sposare, non potremmo fare figli (il condizionale è d’obbligo, visto che ce ne sono tanti, belli
e bravi), ergo: siamo edonisti per natura. Qua la dimensione non contro natura ce la concedono. Questa cosa dell’essere edonisti, un po’ brutta, politicamente scorretta, quasi anni ’80, ci viene concessa. In questo caso, nulla osta. Anzi, più esercitiamo la pratica e più loro si sentono tranquilli nella loro produttiva operosità, nel contributo procreativo alla crescita sociale, nella visione dell’amore coronato dalla cerimonia nuziale e dalla visita della cicogna. Insomma, per dirla come quella simpaticona della
Fran Lebowitz, “Prima ci si fingeva gay per non entrare nell’esercito. Una delle cose positive dell’essere
gay era il non sposarsi. Come è possibile che ora si voglia entrare nelle due istituzioni più limitanti che ci sono? E’ come battersi per la schiavitù”. Mi fermo che so che la materia si fa troppo scottante.
Tornando, quindi, a volare basso, nel rispetto dei desideri di tutti, mi piace pensare che questa cosa un po’ paradossale dell’edonismo non sia però un diritto tanto male. Ci permette, mentre inventiamo le nostre vite, di uscire da un modello. Ce la siamo conquistata. Lego il rito del MIX a un po’ di sano
edonismo - circola tanto “piacere” al MIX - perché per una settimana siamo tutte e tutti là, già vestiti a
festa dal pomeriggio, a studiarci, ammirarci, invidiarci, tra musica, performance, tentativi di fuga e di abbordaggio, incroci di cultura che si catalizza a Milano da tutto il mondo, armistizi tra gruppi
antagonisti (tra di loro), mero desiderio di esserci, speranza di finire in una delle gallery di foto del sito… E in tutti questi passaggi e attraversamenti si vedono un sacco di visi sorridenti.
Se vi va, ci sono, appunto, online le gallery fotografiche delle passate edizioni. Sono album preziosi che fissano le
immagini di persone gioiose, in modalità relax, consapevoli di essere protagoniste di un momento bello e importante. Al MIX ci si diverte un sacco perché la sua cifra stilistica è la bellezza. In una
versione che con sapienza e tenacia - da parte di chi da anni è responsabile dell’organizzazione - ha saputo diventar leggera. Mettendo insieme tutto: film, musica, presentazioni, birre, mise, outfit e look, salite e discese dalla scalinata, respiri internazionali, veste grafica eccetera, la risultante è una bella atmosfera. Si sta lì per il gusto di stare lì. E forse una delle cose più belle di questo evento - che nel
2011 ha contato 30.000 presenze - è proprio la leggerezza, di cui, anno dopo anno, è stato capace di dotarsi. E di regalarci. Vale oro perché, se di edonismo vogliamo parlare, lo possiamo fare anche grazie a eventi così, in cui abbiamo imparato a distillare leggerezza dalle nostre pesantezze. Da quelle cose
che vorrebbero tenerci rasoterra, terraterra, basici. Siamo acidi e superficiali! Perdonate il maschile degli aggettivi. Ma vorrei mettere dentro proprio tutte e tutti. Godiamo dell’essere leggeri, perché abbiamo imparato il principio di Archimede. Quello che tiene su le navi. Sappiamo inventarci lo stare a galla, nonostante il peso. Per cui, via, tiriamo fuori dall’ armadio i nostri outfit migliori e andiam là sul sagrato a farci festa fin dal pomeriggio. Sarà mica un caso che il motto del MIX di quest’anno è “Happy
Together” incorniciato da due colibrì in volo. Lightness is our right, let’s shine and fight!
www.festivalmixmilano.com
Per partecipare alla raccolta fondi pro MIX:
www.indiegogo.com/festivalmixmilano
Creato Da 2012-06-12 18:47:19 il ka
Aggiornato il 2012-06-14 11:44:07 dapatriziacolosio
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