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canone inverso
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Canone inverso
di Piera Zani
Chi lo dice che d’estate, al mare o in un bel rifugio di montagna, si leggono solo romanzi?
Questa è un’estate speciale, non solo per il caldo torrido che ci ha sorprese dopo una lunga e fresca primavera, questa è un’estate tutta da pensare. Sarà la crisi, che improvvisamente ci rende tutti più consapevoli, sarà il desiderio e il piacere di sentire di nuovo le rotelline girare, lentamente e poi più velocemente, ma in questa calda estate un bel libro per pensare è quel che ci vuole.
Ci provano Elisa A.G. Arfini e Cristian Lo Iacono con la bella antologia queer Canone inverso, una splendida raccolta di saggi che prova a raccontare, anno dopo anno, che cosa era e cos’è diventato il termine queer.
Spesso la saggistica queer risulta difficile, farraginosa, è importante sapere che si dice intorno alla nostra straordinaria esperienza, ma spesso i libri che ci raccontano sembrano essere scritti per antipatia verso il lettore non specialista.
Non è cosi Canone Inverso che si legge certo con un po' più di impegno di quanto ce ne prende la lettura di un giallo da ombrellone, ma che del resto dà molta più soddisfazione, non solo quella soddisfazione che ci prende quando si fa una cosa un po' difficile, ma anche quella di chi scopre che c'e' tanto da scoprire e lo si può fare con una certa amabilità.
L'introduzione, con tono affabile, conduce la lettrice e il lettore ignaro nei percorsi, sentierini di montagna con un tanti precipizi, con ghiaioni dove è facile scivolare, per ardite risalite, non sempre lineari, anzi proprio no, della questione queer.
La scrittura e' limpida e precisa, ma non impoverisce la ricchezza di un pensiero e di una pratica d'azione che in America conta più di vent'anni di vita.
Di grande spessore i saggi che sono stati scelti, che offrono un ampio ventaglio di posizioni, argomenti, ma anche stili di vita e di scrittura, alcuni molto narrativi, altri più tecnici, tutti con qualcosa da dire all’oggi che viviamo.
Si inizia con un saggio del 1987 e si termina con uno del 2009, permettendo al lettore di seguire lo sviluppo di un pensiero che nasce contemporaneamente nelle università americane e fra le fila di una comunità falcidiata dalla grande epidemia dell’AIDS.
E’ una scelta di radicamento importante, da una parte quello che all'epoca era il pensiero filosofico più all’avanguardia, con un saggio di Judith Butler, dall’altro l'emergenza sanitaria sì, ma anche culturale, che ha messo in crisi un intero sistema di vita omosessuale. E il pensiero che nasce quando si ha il coraggio di fissare l'odio dell'altro senza farsi abbagliare. Molto bello in questo senso il saggio di Simon Watney, Lo spettacolo dell’AIDS, che racconta come e perché gli omosessuali siano diventati l'anima nera della destra religiosa americana (e giustamente dopo vent'anni tutta questa paura arriva in Italia sotto forma di scarpette rosso Prada).
Per amanti del genere c'è un interessante articolo di Judith Butler, potrebbe intitolarsi "Per quali impervie strade siamo arrivati a Gender Trouble?". L'articolo è certo tutto in salita, ma la brevità permetterà alle ardimentose di scoprire i legami sempre reclamati dalla Butler con il pensiero femminista classico, addirittura con Simon de Beauvoir!
C'è tanto da riflettere se sappiamo mettere le nostre vite straordinarie al centro del pensiero, senza tacere ciò che di solito si passa felicemente sotto silenzio. E scoprire che in quel silenzio c'e' molto da raccontare. Ma qualcosa sfuggirà sempre al racconto.
Molto interessante in proposito il testo di Samuel R.Delany Avversione/Perversione/Diversione, che narra quanta realtà e quanto pensiero ci possono essere in un cinema porno a New York negli anni ’70.
Per chi desidera riflettere sulla questione dei matrimoni gay vi è il saggio molto illuminante di Michael Warner Normali, sempre più normali: oltre il matrimonio gay, che sa dire con molta chiarezza qual e' la posta in gioco.
L’antologia organizza i vari testi in ordine cronologico, una scelta che aiuta il lettore a farsi un’idea di come la parola queer è stata declinata dai diversi autori ma anche nel lungo periodo, trent’anni sono tanti per un pensiero, ma se avessi dovuto scegliere "per sorpresa" avrei aperto con il saggio di Ann Cvetkovich, Trauma e tocco, sessualità butch/femme, che riprende con un taglio molto interessante questioni già affrontate da Joan Nestle nel DWF nero e in Stone Butch Blues.
Molto stimolante il saggio di Lee Edelman, No future, che partendo dagli Uccelli di Hitchcock e dall'assassinio di Matthew Shepard dà conto con molta intelligenza del motivo per cui ci odiano e anche del perché i bambini ci siano estranei.
Il libro termina, ricongiungendosi idealmente con il primo saggio che era dell '87 , con un testo di Leo Bersani del 2009, che affronta in eguale misura con tatto, affetto e intelligenza una questione molto controversa nella comunità omosessuale, il barebacking, cioè il sesso non protetto con persone potenzialmente siero positive.
E' una questione che non mi interessava a livello personale e suscitava una certa impazienza, così mi e' piaciuto il modo in cui Leo Bersani e' riuscito a condurmi nei pensieri di qualcuno così lontano da me, e lo sguardo affettuoso , anche se non pelosamente indulgente, che ha saputo volgere sui membri della sua comunità.
E’ un altro esempio di come pratiche di vita controverse, se oggetto di una riflessione di alto profilo culturale, possano raccontare tanto di noi e del mondo in cui viviamo.
Creato Da 2012-06-21 17:55:31 il patriziacolosio
Aggiornato il 2012-06-21 18:19:51 dapatriziacolosio
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