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E’ l’isteria “gender” il vero attacco alla pace mondiale

In Colombia, nel referendum che doveva confermare gli accordi di pace tra il governo e la guerriglia, dopo una devastante guerra civile, ha prevalso il NO.

Determinanti i milioni di voti delle comunità evangeliche, ma anche di quelle cattoliche.

E lo hanno fatto sotto la bandiera della «difesa della famiglia» e dell’opposizione senza riserve all’ideologia gender.
( http://www.lastampa.it/2016/10/18/vaticaninsider/ita/nel-mondo/colombia-la-pace-vittima-della-mobilitazione-antigender-E1VzQ8zZFFUuQGHONvHv9H/pagina.html )

Ora la Chiesa Cattolica cerca di correre ai ripari, esprimendo pubblicamente il proprio sostegno agli accordi raggiunti, ma la gravità dei fatti dimostra ancora una volta quanto sia impossibile cavalcare un “mostro” che si nutre dei peggiori istinti e delle fobie alimentate ad arte da chi vuole opporsi ad ogni processo di autodeterminazione.

Là dove c’è consapevolezza attiva infatti la rivoluzione è già in atto e diventa irreversibile.

Ho inviato il link a questo articolo ad un movimento pacifista cattolico, dopo che aveva declinato l’invito, spedito a nome della mia associazione Pianeta Viola, alla serata di presentazione del Brescia Pride.

Lo slogan, “Unire la città”, e le motivazioni addotte, esprimevano il desiderio di mettere in connessione le tante associazioni, movimenti, gruppi che da sempre fanno di Brescia un laboratorio di idee e di lotte condivise.

Ci è stato risposto in questo modo: ” intendendo concentrarci su quelle che sono le nostre priorità come movimento riteniamo meglio evitare di intervenire su tematiche complesse e che non rientrano- appunto- tra le nostre priorità e sulle quali non tutti abbiamo un comune sentire”.

Ed è proprio quanto avvenuto nella lontana Colombia che dovrebbe farci capire come è proprio la “complessità” che dovrebbe diventare il terreno comune su cui confrontarci per cercare un percorso reale di cambiamento di noi stess* e del mondo.

Viviamo in un periodo cupo e funestato da quella “terza guerra mondiale a pezzi” giustamente denunciata da questo Papa; una guerra che trova fondamento nelle enormi ingiustizie globali.

Per questo ogni pezzo di strada condiviso, abbattendo barriere e pregiudizi, è un bastone tra le ruote di questo micidiale ingranaggio; ad ogni latitudine valgono sempre le splendide parole del minatore gallese che nel film “Pride” salì sul palco della discoteca gay per ringraziare la comunità Lgbt del sostegno dato alla lotta dei minatori contro il governo Thatcher:

– Quando fai una battaglia contro un nemico tanto più forte, tanto più grande di te, scoprire di avere accanto a te un amico che non sapevi di avere è la più bella sensazione del mondo.

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