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SETTANT’ANNI DI PRINCIPESSE DISNEY SOTTOMESSE E POI EMANCIPATE

continua a leggere Settant’anni fa usciva al cinema Biancaneve e i sette nani, primo lungometraggio animato di Walt Disney e uno dei primi in assoluto della Storia del cinema, gotico e interessante adattamento della fiaba dei fratelli Grimm. Al centro di tutto c’è una protagonista, innocente perseguitata dalla perfida regina Grimilde (che nella storia originale è la sua matrigna, qui invece non si capisce che legame di parentela abbia…), ma alla fine la povera Biancaneve risulta essere troppo leziosa e di maniera, e quello che colpisce nel film sono le sequenze di paura, la strega cattiva, gli irresistibili nani e gli animaletti del bosco.
Del resto, in quell’epoca non c’era molto spazio per il protagonismo delle donne e anche le due principesse successive, Cenerentola del 1950 e La bella addormentata nel bosco del 1959 risultano gli anelli deboli di due film interessanti, ma in cui emergono altri personaggi, i cattivi come Malefica in primis, e le ambientazioni.

Si è dovuti arrivare al 1989, ben dopo la morte di Walt Disney, per trovare una protagonista Disney forte e volitiva: Ariel, eroina di una versione a lieto fine de La sirenetta  di Andersen, ha un look non da svampita, è ribelle, desiderosa di conoscere e di scoprire cosa c’è oltre il mare. Con la sirenetta che sogna di diventare umana, ma sempre e comunque per amore di un principe, si inaugura una nuova serie di protagoniste, che vedono tra le altre Jasmine, prima ragazza etnica e araba oltretutto, l’intellettuale Bella che si fa conquistare dalla biblioteca della Bestia, la spiritosa Megara, l’avventurosa Jane e soprattutto Mulan, ispirata ad una storia popolare cinese, ragazza che si traveste da uomo per combattere e alla base anche di tanti manga con fanciulle guerriere.

Negli ultimissimi anni le protagoniste Disney, con l’aiuto anche della CGI, sono diventate ancora diverse, non più legate all’idea di dover per forza trovare il principe azzurro e hanno visto tra loro l’afroamericana Tiana de La principessa e il ranocchio alle prese con inquietanti malefici che però risolve da sola, le due sorelle Elsa e Anna di Frozen, la scozzese Merida di Brave, prima a non sposarsi nel finale, e l’ultimissima Vaiana (Moana) di Oceania, in cerca di un modo per salvare tutto un popolo.

Il tutto mentre c’è una petizione per far inserire come principessa Disney Leia di Star Wars, dopo la morte prematura di Carrie Fisher. Insomma, anche la Walt Disney company ha saputo registrare i cambiamenti del ruolo della donna e il nuovo protagonismo femminile: del resto, è proprio negli universi fantastici della fiaba, del fantasy e della fantascienza che si assiste oggi ad un maggiore spazio per le tematiche di genere e di nuovi ruoli per le donne, in una sorta di nuovo matriarcato.

Per ora manca ancora la prima principessa lesbica, anche se Merida qualche dubbio l’ha insinuato: speriamo solo che il nuovo corso conservatore di Trump non rovini anche il lavoro di un’industria di creatività che da sempre ha stimolato nuovi sogni e curiosità.

Elena

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