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Stop all’Uganda pride 2016

Lo scorso giovedì sera la polizia ugandese ha fatto irruzione in un locale di Kampala dove, nell’ambito delle iniziative del pride 2016, si stava svolgendo uno spettacolo per l’elezione di Miss e Mr. Pride. E si è scatenato il panico.
I poliziotti, una volta entrati nell’edificio, hanno chiuso immediatamente gli accessi e le uscite della sala -e chi non le ricorda le scene del libro “Stone butch blues”?- e poi , come ha raccontato chi c’era, hanno iniziato ad umiliare, insultare ed offendere pesantemente. Hanno fotografato i volti delle persone che partecipavano alla serata, sequestrato le macchine fotografiche, toccato le parti intime delle persone trans per capire se erano uomini o donne. Un ragazzo per cercare di fuggire è saltato giù dall’edificio e ora è ricoverato in ospedale in condizioni serie. 
Dieci persone sono state arrestate, tra cui anche la nostra amica Ntebi Sandra (amica dell’associazione Pianeta Viola di Brescia), le quali sono state rilasciate dopo qualche ora grazie all’intervento di un avvocato di una ong locale.

Ieri si sarebbe dovuta tenere la parata ma, dopo le pesanti minacce del ministro dell’etica e dell’integrità che aveva ordinato l’arresto di chiunque ne avesse fatto parte, gli organizzatori hanno preferito rinunciare.
Sandra mi ha scritto che sta bene nonostante tutto, mentre Kasha Nabagesera in questi giorni non è in Uganda ma segue da vicino tutti gli sviluppi di questa triste vicenda.Naturalmente ho mandato un abbraccio a entrambe da parte di tutt*!

La comunità lgbt ugandese ormai da anni deve affrontare quotidianamente difficoltà enormi.La cosa che mi stupisce e preoccupa di questo evento è che gli attivisti più noti in questi anni difficili hanno goduto di una certa “protezione” istituzionale (un atteggiamento che serve al governo ugandese per mantenere buoni rapporti con l’occidente).Questa volta invece le cose sono andate diversamente, la polizia infatti ha arrestato proprio gli attivisti più conosciuti, tra cui anche Frank Mugisha, candidato al Nobel per la pace nel 2014.Spero che quanto accaduto non segni un salto di qualità in negativo per le condizioni di vita, già molto difficili, della comunità lgbt ugandese.

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