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VA TUTTO BENE. RICONOSCERE E NEGARE


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Ascolta su ROUTER un mix degli interventi a Lesbiche Fuorisalone 2017

Il sabato pomeriggio al CAM Gabelle della sesta edizione di Lesbiche Fuorisalone parte con una serie di domande, che Rachele Borghi porge per noi alle due invitate, Veronica Noseda delle calciatrici militanti Les Dégommeuse e Rahel Sereke, dell’associazione milanese  “Cambio passo”: si può essere lesbica oggi senza interrogarsi sulla bianchezza e sul privilegio? siamo ancora sicure che termini come multiculturalismo, interculturalità, integrazione, tolleranza, differenza,  che ci sono diventati familiari non siano in realtà dei “falsi amici”, che non nascondano ambiguità e, in alcuni casi, contribuiscano a riprodurre quelle dinamiche di potere che vorrebbero combattere?

Le storie che Veronica e Rahel ci raccontano hanno in comune nessi che un po’ alla volta si rendono più evidenti, guardiamo le immagini delle calciatrici in campo a Parigi ed è facile da capire come la loro azione possa, nel concreto e anche simbolicamente, contribuire a creare occasioni di conoscenza, di incontro, contro politiche discriminatorie e razziste, a partire da gesti piccoli e concreti.

Rahel ci descrive poi una città sconosciuta, la nostra, ai tempi di quella che è stata chiamata “emergenza siriani”, tornando con la memoria al 2013 quando  hanno cominciato ad arrivare a Milano, provenienti dai porti italiani, diverse centinaia di persone originarie della Siria e dell’Eritrea. I profughi siriani si concentrano soprattutto in Stazione Centrale, mentre per gli eritrei la zona di riferimento specie all’inizio è Porta Venezia, il quartiere in cui storicamente si è insediata a Milano la comunità eritrea.

Mentre i riflettori sono puntati sulla Stazione, dove comunque l’accoglienza stenta a partire ed è delegata all’intervento spontaneo dei cittadini e di alcune associazioni di volontariato, il discorso dell’amministrazione comunale è costruito intorno a prese di posizione generiche in difesa delle donne e dei bambini in fuga dalla guerra in Siria, mentre un intervento strutturato non viene messo in campo, mentre addirittura in Porta Venezia le uniche risposte si esprimono sul versante securitario: il passaggio di volanti della Polizia rassicura la cittadinanza  determinando il periodico deflusso dei profughi sulle adiacenti vie.

Anche in Porta Venezia all’inizio le uniche risposte arrivano dai cittadini che si auto-organizzano per raccogliere beni di prima necessità

Intanto in Stazione Centrale qualcosa si è mosso, anche se con molti ritardi, oltre al “mezzanino” sono stati aperti in emergenza spazi di fortuna, diverse organizzazioni cattoliche hanno messo a disposizione spazi e servizi e con la chiusura della “rotta balcanica” e degli accordi con la Turchia, l’amministrazione comunale decide di chiudere lo spazio di primo soccorso sul “mezzanino”, sebbene l’”emergenza” continui in altri luoghi della città (ad esempio in Porta Venezia).
E’ a questo punto che da Porta Venezia i volontari di Cambio Passo decidono di spostarsi in Stazione Centrale per “riaccendere i riflettori” proprio nel luogo in cui il Comune aveva deciso di spegnerli con l’affermazione del Sindaco Pisapia che dichiara “Milano ha già fatto abbastanza”. Ed è allora che la situazione precipita, avviene lo sgombero del mezzanino senza una reale alternativa, tanto che le persone cominciano a dormire intorno alla stazione. Si ottiene così almeno l’apertura dell’hub di Viale Tonale, al Sottopasso Mortirolo, l’ex dopolavoro dei ferrovieri ristrutturato per l’occasione dal genio militare. 

Ascoltiamo il racconto di un’altra città, di una vicenda a cui non abbiamo preso parte,  forse eravamo ancora prese a cercare di difendere uno spazio “per noi”, preparavamo aperitivi alle lesbiche per salvare il CDM. Medhin Paolos che ha lavorato in quel periodo con Rahel ed è presente all’incontro, ci ricorda che altre lesbiche in quei giorni facevano quello che potevano, un po’ anche  per noi.

Ci spostiamo con le sedie in giardino per il laboratorio di Slavina. [continua …]

 

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Puoi ascoltare su ROUTER un mix interventi a Lesbiche Fuorisalone 2017

 

 

 

 

 

 

 

 

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